R5 vs Super 5: scopri tutte le differenze tra queste due icone Renault

La Renault 5, nota come R5, e la Super 5 condividono un nome, un costruttore e una silhouette familiare. Appartengono a due generazioni distinte di utilitarie Renault, separate da un decennio di mutamenti tecnici e stilistici. Con l’arrivo della R5 E-Tech elettrica, la questione delle loro differenze acquista un ulteriore rilievo, in particolare sul fronte dell’uso quotidiano in città.

ZFE e Crit’Air: la Super 5 termica di fronte alle restrizioni di circolazione

Le zone a basse emissioni (ZFE) istituite nelle grandi agglomerazioni francesi cambiano radicalmente le regole per le vecchie utilitarie termiche. La Super 5, prodotta tra il 1984 e il 1996, è classificata Crit’Air 5 o non classificata a seconda dell’anno di immatricolazione. Parigi ha già vietato alcune classi Crit’Air, e restrizioni più ampie entreranno in vigore entro il 2027.

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In concreto, guidare quotidianamente una Super 5 in una metropoli soggetta a una ZFE diventa un vincolo importante. Gli orari consentiti si riducono, si applicano multe, e la rivendita a un urbano perde ogni senso. Per chi vuole saperne di più sulla differenza tra la R5 e la Super 5, questo punto normativo è diventato tanto determinante quanto le differenze meccaniche.

La R5 E-Tech elettrica, invece, circola senza alcuna restrizione di zona. L’accesso libero ai centri città rappresenta un vantaggio strutturale che la Super 5, per quanto affascinante, non può più offrire in un contesto urbano francese.

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Nuova Renault 5 E-Tech elettrica gialla brillante parcheggiata in un contesto urbano moderno, design contemporaneo ispirato al modello originale

Piattaforma e motorizzazione: dal termico all’elettrico nativo

La Super 5 si basava su un’evoluzione della piattaforma della R5 originale, con motori a benzina che andavano da piccole cilindrate modeste fino al famoso blocco turbo della GT Turbo. La trasmissione rimaneva semplice, il cambio manuale a quattro o cinque rapporti costituiva lo standard, e il telaio conservava soluzioni ereditate dagli anni ’70 (barre di torsione, assi posteriori a bracci tirati).

La R5 E-Tech si basa sulla piattaforma AmpR Small, progettata fin dall’inizio per l’elettrico. La batteria è integrata nel pavimento, abbassando il baricentro e liberando l’abitacolo. Il motore elettrico eroga una coppia disponibile fin dall’avvio, senza cambi di rapporto.

  • La Super 5 offriva diversi blocchi a benzina e un diesel atmosferico, con potenze e consumi molto variabili a seconda della versione.
  • La R5 E-Tech funziona con batteria agli ioni di litio e offre diversi livelli di capacità in kWh a seconda della finitura scelta.
  • Il sistema di ricarica della R5 E-Tech accetta la ricarica rapida in corrente continua, un concetto inesistente ai tempi della Super 5.

Questa rottura di piattaforma spiega perché la R5 E-Tech non sia un semplice restyling nostalgico. La filiazione è estetica, non meccanica.

Design e abitacolo: citazione stilistica contro eredità diretta

Visivamente, la Super 5 ha modernizzato la R5 senza rinnegarla. Le linee sono diventate più tese, il parabrezza più inclinato, i fanali posteriori orizzontali. L’interno guadagnava in spazio e finitura rispetto alla R5 di prima generazione, pur rimanendo sobrio e funzionale.

La R5 E-Tech riprende codici grafici della R5 originale piuttosto che della Super 5: il frontale con i suoi fari tondi ricorda le prime serie degli anni ’70. Il trattamento è volutamente retro-futurista, con materiali riciclati nell’abitacolo e un cruscotto centrato su uno schermo digitale.

La Super 5 prolungava la R5, la R5 E-Tech la cita. Una era un’evoluzione industriale logica, l’altra è un esercizio di design che attinge all’immaginario collettivo per vestire una nuova tecnologia.

Finiture e dotazioni della gamma E-Tech

La gamma della R5 E-Tech si declina in diverse finiture (tra cui i livelli Techno e Iconic Five) con dotazioni di comfort e connettività che non hanno nulla a che fare con quelle offerte dalla Super 5: assistenza al parcheggio, schermo tattile, aggiornamenti software a distanza. La Super 5, dal canto suo, offriva in alto di gamma la direzione assistita e la climatizzazione come opzioni, che rappresentavano già un lusso per un’utilitaria dell’epoca.

Renault Super 5 degli anni '80 e nuova Renault 5 elettrica affiancate su un tarmac, confronto design due generazioni

Produzione e radicamento industriale della R5 E-Tech

La Renault 5 E-Tech è prodotta all’interno del polo ElectriCity nel nord della Francia, un complesso industriale che raggruppa diverse fabbriche dedicate ai veicoli elettrici. Oltre l’80% dei suoi componenti proviene da fornitori europei, secondo Renault Group. Questo radicamento locale contrasta con la produzione della Super 5, che si basava su una rete di fabbriche distribuite tra Flins, Douai e siti all’estero.

Questa scelta di localizzazione non è irrilevante per l’acquirente. Condiziona l’ammissibilità al bonus ecologico francese, che esclude i veicoli la cui produzione non rispetta determinati criteri di contenuto europeo. La Super 5, in quanto veicolo usato di vecchia data, non rientra ovviamente in alcun dispositivo di aiuto all’acquisto.

R5 E-Tech o Super 5: due usi, due epoche

Confrontare queste due auto significa misurare il divario tra due visioni dell’utilitaria popolare. La Super 5 rimane un oggetto da collezione o di passione, con una manutenzione meccanica accessibile e una comunità attiva di proprietari. Il suo valore è affettivo e patrimoniale.

La R5 E-Tech risponde a un capitolato contemporaneo: zero emissioni locali, accesso alle ZFE, ricarica a casa o su colonnina rapida, e costi d’uso ridotti in carburante. Il prezzo d’ingresso della gamma elettrica rimane più elevato rispetto a un modello usato termico, ma gli aiuti pubblici e il costo al chilometro modificano il calcolo nel tempo.

La Super 5 termica offre ancora una libertà totale sulle strade di campagna e le statali, dove le ZFE non esistono. Per un uso strettamente rurale o periurbano, conserva una pertinenza che le restrizioni urbane non intaccano. La scelta dipende meno dalla nostalgia che dal luogo in cui si guida.

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